Un modellista abbigliamento italiano in Pakistan

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Un modellista abbigliamento italiano in Pakistan

Il modellista abbigliamento di C-WORK-S, Stefano Giacalone, racconta per LungoTavolo45 il viaggio di lavoro in Pakistan a settembre 2013.

IL VIAGGIO

pranzoinvoloElena Brunetto, fashion designer, e io siamo partiti in auto da Torino lunedì 16 settembre, alle sei, diretti all’aeroporto di Milano, da dove il nostro aereo è decollato alle undici.
Dopo uno scalo a Dubai, nel cuore della notte, arriviamo all’aeroporto di LAHORE, dove troviamo ad aspettarci un cordiale autista del Pearl Continental Hotel, meta finale del nostro lungo viaggio.

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ARRIVO ALL’HOTEL DI LAHORE

Il tragitto in auto è breve, perché l’elegante e lussuoso hotel si trova a circa venti minuti di distanza dall’aeroporto.
Siamo distrutti: non vediamo l’ora di registrarci e prendere possesso delle camere assegnate. Dobbiamo dormire almeno un po’ per iniziare al meglio la prima di quattro intense giornate di lavoro.

TIMORI

Per Elena e per me è la prima esperienza in Pakistan e non sappiamo bene cosa aspettarci da un Paese descritto da molti come culla del terrorismo e patria dei Talebani. Inutile nascondere che un po’ di timore ce lo siamo portato con noi.

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PRIMO GIORNO DI LAVORO

Lavoriamo nel settore abbigliamento/moda e il nostro compito è quello di sdifettare campionari e prototipi prima che diventino produzione.
Ormai le aziende, sempre più ossessionate nella ricerca del prodotto a basso costo di manodopera, spingono i professionisti del settore in capo al mondo.

La prima giornata di lavoro ci aiuta a distenderci mentalmente e a eliminare i pregiudizi che ci hanno seguito fin qui. Veniamo accolti con gentilezza e cordialità da persone che ci offrono una visione del luogo e della popolazione molto diversa da quella prefigurata prima della partenza: ospitalità, cultura e saggezza appartengono a questo Paese da secoli. Noi occidentali, in molti casi, siamo spaventati da quello che ci è ignoto, per poi meravigliarci davanti a scenari inaspettati.

Il lavoro, qui come altrove, presenta le sue difficoltà, che riusciamo a risolvere grazie alla disponibilità e pazienza di tutti.
Si fa tardi e torniamo in hotel con carichi di lavoro non indifferenti, ma l’esperienza in Pakistan sembra destinata ad arricchirci sia sul piano professionale sia umano. Purtroppo la mancanza di tempo e la mole di lavoro non ci consentono di vedere e apprezzare Lahore come vorremmo; comunque l’impressione è ottima: la città è grande, ricca di suggestioni, colori, profumi e vitalità.

SECONDO GIORNO in pakistan

Il secondo giorno riusciamo, grazie ad Imran, un simpatico pakistano socio proprietario di un’azienda di confezione d’abbigliamento, a vedere il laboratorio ove vengono assemblati i capi che ci interessano.

laboratori
È un momento esaltante.
Prima di partire non immaginavamo un’opportunità di questo tipo e addirittura riusciamo a documentare la visita con foto e qualche breve filmato.
Ci aggiriamo tra  le di macchine da cucire, cercando di essere il più discreti possibile, non deve essere molto simpatico essere osservati mentre si è al lavoro, ma l’opportunità è di quelle ghiotte ed è difficile nasconderlo.

Tornati nell’ufficio alle nostre mansioni la giornata scorre velocemente tra uno sdifettamento e l’altro e senza rendercene conto è già sera.

verso la conclusione del soggiorno

Anche il terzo giorno trascorre in modo regolare impegnati nelle nostre attività: sdifettamento, correzione schede, chiarimenti su come procedere.

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al Nadeem

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Mustafa e Imran

 

cuocoA tarda sera Imran e Mustafa ci invitano a cena al NADEEM, un locale tipico per il barbeque in stile pakistano. Il ristorante è all’aperto: tavoli e sedie con bellissimi intarsi fanno da arredo, un continuo via vai di cuochi indaffarati alle braci e un macellaio rinchiuso in un gabbiotto di vetro rendono tutto affascinante.

Quando arrivano isimangia2 piatti in tavola il quadro e completo: carni di pecora, montone e pollo; profumi e sapori meravigliosi ci deliziano. Non possiamo far altro che passare il resto della serata a fare i complimenti ai nostri ospiti, Imran e Mustafa, che hanno organizzato la serata.

SI TORNA IN ITALIA

Siamo al commiato: il quarto giorno scivola via.
È già ora di andare all’aeroporto e far ritorno a casa.
Insieme ai bagagli, riportiamo con noi il ricordo di un paese molto accogliente. Grazie, Pakistan!

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E qui il set fotografico completo!

Postato da Giovanna Grillo alle 9:56

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